Salvini: “La pacchia e finita”. La sinistra e i Centri sociali si mobilitano
Date: Lunedě 04 giugno 2018 @ 07:37:26 CEST
Argomento: Cronaca


Il 2 giugno, sotto i colpi di un cecchino, cade, colpito alla testa da un colpo di fucile, Sacko Soumayla, maliano, di 29 anni, attivista dell’USB. Questo clima di caccia alle streghe si innesta sulla cronica e inaccettabile condizione di vulnerabilità dei migranti costretti a vivere nelle tendopoli nuove e vecchie di San Ferdinando. Le parole odiose rivolte dallo stesso al sindaco di Riace, Domenico Lucano, esempio di buona e fruttuosa accoglienza.



Reggio Calabria - “La pacchia è finita!”. L’appello del neoministro degli Interni, Matteo Salvini, non è rimasto inascoltato.

Nel pomeriggio del 2 giugno, tre migranti sono stati oggetto nel vibonese di un feroce e vigliacco tiro al bersaglio mentre recuperavano scarti di lamiera per le loro baracche, site nella tendopoli di San Ferdinando.

Lo stesso giorno, Matteo Salvini aveva impresso alla sua continua campagna elettorale imbastita contro i migranti un ulteriore salto di qualità, annunciando un’imminente tornata repressiva e punitiva contro i soggetti stranieri presenti nel nostro Paese.

Una chiamata alle armi indegna per le istituzioni che si professano democratiche, e che lascia presagire una stagione politica di odio e repressione senza precedenti.

Dei tre ragazzi oggetto dell’azione criminale, a cadere sotto i colpi del cecchino è stato Sacko Soumayla, maliano, di 29 anni e attivista dell’USB, attorno ai cui iscritti ci stringiamo in questo momento di dolore e rabbia. Le parole utilizzate in alcuni articoli di stampa nazionale e locale, che hanno descritto Soumayla come un ladro intento a sottrarre qualcosa a qualcuno, non costituiscono solo un’inaccettabile distorsione della verità dei fatti, dato che il teatro della vicenda era un sito industriale da decenni sequestrato e abbandonato, ma un’imperdonabile azione di sciacallaggio mediatico, contro cui ci riserviamo di agire nelle sedi opportune.

Questo clima di caccia alle streghe si innesta sulla cronica e inaccettabile condizione di vulnerabilità dei migranti costretti a vivere nelle tendopoli nuove e vecchie di San Ferdinando o in fatiscenti e insalubri capannoni industriali. Da diversi anni, inoltre, si succedono aggressioni e raid di matrice chiaramente razzista perpetrati contro i braccianti stranieri che, a sera, rientrano dai campi nei loro insediamenti dopo una giornata di lavoro e sfruttamento.

Nell’esprimere solidarietà ai migranti della piana di Gioia Tauro, e in particolare ai ragazzi coinvolti nell’attentato di ieri sera e ai loro amici, vogliamo richiamare l’urgenza di individuare soluzioni urgenti per restituire dignità e sicurezza ai migranti del rosarnese.

Inoltre, respingiamo con assoluta fermezza il linguaggio dissennato e violento espresso dal ministro degli Interni, che procede nella propaganda costruita sulla pelle dei dannati della terra, e volta ad alimentare guerre tra poveri su cui gli sciacalli sono pronti ad avventarsi per raccogliere consenso elettorale.

Le parole odiose rivolte dallo stesso al sindaco di Riace, Domenico Lucano, esempio di buona e fruttuosa accoglienza inquadrata nello sviluppo armonioso e complessivo del territorio, nonché caso pressoché unico, imitato e studiato in tutto il mondo, qualificano l’ignoranza e la mediocrità del mittente, e a questo vanno rispedite con fermezza.

Continueremo a vigilare con fermezza per il rispetto dei diritti dei cittadini tutti, italiani e stranieri, in questa lunga notte di odio e disumanità.

Sosteniamo inoltre lo sciopero indetto dai braccianti.

Potere al Popolo! - Reggio Calabria
Co.S.Mi (Comitato Solidarità Migranti)
C.S.C. Nuvola Rossa
Collettiva Autonomia







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