L’ espressione “capra” č il massimo della diplomazia dei politici italiani
Date: Martedě 05 settembre 2017 @ 19:06:11 CEST
Argomento: Cronaca


La diplomazia, ovvero la raffinatezza e la signorilità, è quasi scomparsa negli uomini politici italiani. L’unico linguaggio che sanno usare, quando non hanno argomenti convincenti da produrre, è quello della denigrazione e dell’offesa dell’ interlocutore. Sgarbi e Grillo due casi d’esempio negativo. Henry Kissinger, maestro nell’arte della diplomazia



Henry Kissinger strige la mano ad Aldo Moro

 

Reggio Calabria - C’era una volta l’arte della diplomazia, ovvero quelle doti che alcuni uomini di buon senso e di cultura possedevano e per questo venivano inviati in tutti i paesi del mondo a rappresentare gli interessi del proprio paese: di trattare gli affari politici e di cercare di redimere con l’arte della diplomazia il sorgere di eventuali conflitti che avrebbero potuto causare nocumento.
Un vero maestro nell’arte della diplomazia è stato Henry Kissinger, Segretario di Stato Americano fino all’anno 1977, tanto da scrivere sulla materia un famoso libro a cui molti politici di alloro si ispirarono nella loro attività diplomatica. L’arte della diplomazia c’è sempre stata e gli uomini educati e di buon senso si sforzano di esercitarla anche oggi. Si tratta di uno di quei valori che non bisognerebbe mai perdere di vista.
La diplomazia però di cui oggi voglio parlare non è quella internazionale che ogni Stato cerca di portare avanti nel mondo attraverso i suoi Ambasciatori, Consoli e Rappresentanze culturali di ogni genere, ma quella che dovrebbero possedere e mettere in pratica gli uomini, indipendentemente dall’estrazione politica di appartenenza, nei confronti dei propri rivali, allorquando si deve gestire per mancanza di rappresentanze maggioritarie ed assolute il bene comune di una Nazione. A questo punto entra in giuoco la formazione diplomatica che, naturalmente, varia da individuo ad individuo a seconda della cultura di appartenenza, che fa la differenza, capace o meno di risolvere senza sopraffazione e senza offesa per l’interlocutore il conflitto in quel momento esistente. Bisogna adottare l’arte del compromesso che alla fine accontenta quasi tutti.
La diplomazia, ovvero la raffinatezza e la signorilità, è quasi scomparsa negli uomini politici italiani. L’unico linguaggio che sanno usare, quando non hanno argomenti convincenti da produrre, è quello della denigrazione e dell’offesa dell’ interlocutore che loro considerano non avversario ma nemico, facilitata oggi da i mezzi di comunicazione, soprattutto quelli telematici, che la tecnologia a messo loro a disposizione.
Un esempio di questi giorni: l’Uomo politico Grillo, leader del Movimento 5 stelle, non fa altro, tutti i giorni, che denigrare, attraverso i suoi blog, gli avversari politici e rasenta il vilipendio, soprattutto nei confronti del Presidente della Repubblica. Naturalmente non è il solo, ce ne sono tanti altri e non solo politici.

Beppe Grillo Vittorio Sgarbi


Altro caso emblematico: il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, dice al Presidente del Governo, Matteo Renzi, “Fa i capricci come i bambini” per essersi espresso favorevolmente sulla inamovibilità dei Bronzi di Riace dal Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.
Altro caso da ricordare: relativo alle continue sbraitate di Vittorio Sgarbi in merito all’epiteto di “ capra “ che più volte in una trasmissione televisiva ha rivolto ripetutamente all’On. Alessandra Mussolini e non solo, indice di una radicata cafoneria, molto spesso provocata per farsi una gratuita pubblicità che io considero negativa.
Del resto Sgarbi in televisione non sa esprimersi diversamente: Si salva soltanto quando si allontana dal personaggio che a tutti i costi con spregiudicatezza vuole recitare, ovvero quando spiega con sapienza il contenuto ed il significato di un’opera d’arte. Questo suo dualistico comportamento lo rende inviso ai più.
La caratteristica di molti politici italiani oggi non è più la diplomazia, il confronto sereno e costruttivo nell’interesse del paese, bensì il cinismo, la sopraffazione dell’avversario, l’interesse personale, il girovagare da un partito all’all’altro, il tradimento, l’offrirsi al migliore offerente non solo per il posto ma anche per un compenso economico. Se questa è l’analisi che molte persone sono costretti a fare nei confronti dei politici e della politica, penso ci sia ben poco da sperare per il futuro dell’Italia e degli Italiani.
 Salvatore Moschella







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